In origine il gelato non era certamente quello che noi oggi conosciamo.
Nell'antichità si refrigeravano frutta, latte e miele per farne cibo ghiacciato. Riferimenti a tale pratica si incontrano sia in testi antichi sia nelle cronache d'epoca più note. Durante il Medioevo, in oriente, si scoprì il modo di congelare i succhi di frutta ponendoli in recipienti circondati da ghiaccio, modalità di preparazione questa che fu ben presto appresa anche in Sicilia, qui perfezionata e poi diffusa in tutta la penisola.
Il gelato come "impresa" deve, invece, le sue origini a Francesco Procopio dei Coltelli di Aci Trezza, paese di pescatori a nord di Catania. Procopio utilizzò un' invenzione del nonno Francesco, un pescatore che nei momenti di libertà si dedicava all'invenzione di una macchina per la produzione di gelato. Procopio, dopo tanti insuccessi e successivi miglioramenti, perfezionò l’invenzione del nonno e, stanco della vita da pescatore, prese la sua macchinetta e partì per Parigi in cerca di fortuna.
Dunque la diffusione su scala "industriale" del gelato nel mondo partì dalla Sicilia per diffondersi poi anche a Vienna, Lipsia e Amburgo, dove i primi venditori con i loro carrettini conquistarono le strade.
A prescindere dalla verità storica di questi fatti, l'origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo e non è inusuale, nelle gelaterie estere, vedere indicazioni come "vero gelato italiano".
Dal nostalgico carrettino del gelato alla gelateria moderna c'è più di un secolo di storia; infatti, il venditore ambulante di gelati, che con il suo carretto girava per le strade della città, fa ormai parte delle tradizioni scomparse.
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